Hai bisogno di aiuto per la prenotazione?

chiama il numero

0565.19.30.237

RIO NELL`ELBA ISOLA D`ELBA

Cerca la tua offerta!
calendario
calendario
 Euro/persona/notte
Un mare di offerte in Hotel/Residence/Villaggi sull'isola d'Elba facilmente prenotabili online. Per qualsiasi informazione, consiglio, richiesta, o per prenotare telefonicamente non esitare a contattarci al Numero: 0565.19.30.237.
 
Comune situato a m 165 s.l.m., al centro del settore minerario dell'isola. L'aspetto attuale del paese, abbarbicato lungo il pendio della collina, deve essere fatto risalire all'età medievale, ma le sue origini sono molto più remote. Negli immediati dintorni dell'abitato, infatti, sono stati portati alla luce reperti, fra cui punte di lancia e rudimentali forni per la fusione dei metalli, che documentano l'esistenza di un antichissimo insediamento fin dall'età del bronzo. Sulle pendici del monte Serra furono trovati i resti di un tempio etrusco, forse dedicato a Tinia.
Ruderi scoperti a Grassera fanno pensare che la località ospitasse un presidio romano. Ai tempi della dominazione pisana, fu capitale commerciale e amministrativa dell'Elba.
I bastioni difensivi che rinsaldano la parrocchiale, dedicata ai Santi Giacomo e Quirico, appartengono a quel periodo (sec,XI). La chiesa, più volte distrutta dai pirati e ricostruita, si presenta attualmente in forme rinascimentali all'esterno e barocche all'interno. Dal 1534 al 1555 il borgo subì, infatti, frequenti incursioni saracene, che lo devastarono ripetutamente. Due chilometri a nord del paese, le rovine della chiesa protoromanica di San Quirico restano a testimonianza di quel triste periodo, quando Grassera fu rasa al suolo e i suoi abitanti furono deportati a Tunisi. In una vicina grotta fu rinvenuta una grande quantità di scheletri umani, appartenuti a prigionieri, che il famigerato Khayr al Din aveva lasciato morire di fame. Anche se, a causa dell'attività mineraria, Rio ha tardato a inserirsi nel circuito turistico rispetto agli altri centri dell'Elba, non mancano nel suo territorio attrattive degne di essere valorizzate.
Alcune località hanno già avuto un giusto riconoscimento, come Bagnaia (abitata tutto il tempo dell'anno), con il suo golfo solcato da innumerevoli barche a vela, o le incantevoli insenature di Nisporto e Nisportino, località frequentate nella stagione turistica, non solo per le attività di ma­re, ma anche per escursioni a piedi nel selvaggio entroterra. Al terzo chilometro a nord di Rio, sulla strada che conduce a Cavo, si incontra un sentiero che, inoltrandosi in un folto bosco di lecci e piante mediterranee, porta alla Torre del Giove o Forte del Giogo.
Fatta costruire da Jacopo d'Aragona Appiani, fu espugnata nel 1553 dal pirata Dragut. Si dice che Isabella Mendoza, reggente del principato di Piombino, vi facesse rinchiudere i suoi amanti dopo averli fatti evirare.
Merita senz'altro una visita la chiesa della Santissima Trinità o del Padreterno, nei pressi del bivio per Rio Marina, preceduta da un portico settecentesco a tre arcate e con interno barocco.
Nella località in cui sorgeva Grassera, si trova il piccolo santuario di Santa Caterina dei Fichi secchi, curiosa denominazione legata all'usanza di cibarsi di tali frutti nel giorno in cui si festeggia l'apparizione della santa, che coincide con il lunedì di Pasqua. Ma il primo dei monumenti che non bisogna tralasciare di visitare è sicuramente il Volterraio, sulla strada che collega Rio nell'Elba a Magazzini. Si tratta di una severa fortezza pisana del sec. XI, costruita su una rupe strapiombante alta 380 metri, sui resti di un'acropoli etrusca che, secondo la tradizione, sarebbe stata fondata dalla mitica regina Ilva. Il suo nome potrebbe derivare dal latino vultur (avvoltoio), e ciò non è improbabile se si pensa che ancor oggi il luogo è rifugio di numerosi uccelli rapaci.
 
 
 
 
 
ElbaIsola.net - Servizio di Assistenza per la prenotazione di Hotel Isola d'Elba - IHB s.r.l. P.I.07005800961